Arnaldo Brandizzi: la storia, le opere

Arnaldo Brandizzi nacque il 9 gennaio 1889; suo padre, Giacomo Ettore, era professore di disegno e cesellatore e operò nella bottega artigiana da lui stesso fondata ed aperta nell’anno 1887, in via dei Coronari 13.

In questa bottega, Arnaldo Brandizzi, che si era laureato in Ingegneria, lavorò accanto al padre, ma non per hobby; l’attività paterna lo attrasse, lo conquistò e divenne per lui un modo di vita, tanto che – spentosi il genitore nel 1917 – Arnaldo Brandizzi assunse la gestione del laboratorio di via dei Coronari, dando inizio a quella lavorazione vastissima e ininterrotta che lo rivelò maestro eccellente nella sua arte. Nobili sono – salvo rare eccezioni, imposte dalla natura stessa dei manufatti – i materiali adoperati da Arnaldo Brandizzi: argento, oro, pietre preziose.

Urne di argento contenenti i corpi di S. Nicola da Tolentino, di Santa Rita da Cascia, del Beato Pallotti, di San Francesco Saverio, del Beato Cardinale Bellarmino, del Beato Innocenzo XI, di S. Maria Goretti; alcune decine di reliquari in argento, donati ai Papi in occasione di beatificazioni e canonizzazioni, conservati nella Cappella Matilde in Vaticano; cinque rose d’oro – alte fino a un metro e venti – dai Pontefici offerte a Santuari e a Famiglie reali; la maschera e le mani di S. Pio X; innumerevoli altari, completi di candelabri, cibori, ostensori, calici, pissidi, patene: queste alcune delle migliaia di opere, di maggiore e minore mole e importanza, che – in cinquant’anni di lavoro ininterrotto – sono uscite dalla bottega del maestro artigiano Arnaldo Brandizzi.